05/02/2010
Cariati, ancora pericolosa la 106
CARIATI – Statale 106: “Ogni intervento
dell’Anas, successivo alle stragi della strada, non solo non produce sicurezza,
ma inasprisce le condizioni di un’arteria che è tra le 5 più pericolose
d’Italia”.
Parola di un noto tecnico cariatese e
di diversi cittadini che, più volte al giorno, percorrono il tratto della
pomposa E90 in direzione sud, verso Crotone.
Siamo all’estrema periferia
dell’abitato, in contrada Petraro.
Qui, esattamente un mese fa, persero la
vita tre ragazzi, le prime vittime dell’anno a cui continuano ad aggiungersi
altri, troppi morti.
L’incidente provocò un moto di rabbia
collettiva senza eguali, accolto dai soliti politici, scatenando una ridda di
polemiche non ancora placate.
Intanto l’ente gestore della strada,
per l’appunto l’Anas, giusto, forse, per rabbonire l’indignazione popolare,
provvede a “mettere in sicurezza” quella porzione di statale: un lungo guard –
rail che si snoda nel curvone della morte.
Ma non sembra che il problema della
incolumità pubblica sia stato risolto.
Anzi, semmai la prevenzione dei
sinistri pare avere segnato un decisiva involuzione: le barriere protettive
hanno occupato la sede naturale del tracciato, restringendo, di fatto, la
carreggiata, sicché procedere a piedi, o in bici, e, comunque, muoversi con
mezzi diversi da quelli a motore, è un azzardo.
Eppure siamo in uno spazio
trafficatissimo che immette nella zona industriale da cui autoveicoli pesanti
vanno e vengono per tutto il giorno.
“Io sono solito andare al lavoro a
piedi – dice il signor Pietro – ma da quando hanno messo quei guard – rail ho
paura. I camion e le auto ti passano a pochi centimetri e se provi ad andare in
bicicletta devi avere un gran senso di irresponsabilità. Per non parlare del
passaggio contemporaneo di due veicoli nei sensi opposti: meglio rinunciare e
fare il giro per i boschi”.
Siamo andati a verificare, ed in
effetti, proprio nel punto ove un mazzo di fiori ricorda il martirio delle tre
giovani vite spezzate, la corsia sembra restringersi, e la strozzatura prosegue
per un centinaio di metri.
“Ci chiediamo come mai l’Anas, che è
proprietaria anche delle aree parallele alla statale – dice il tecnico - non
abbia pensato a far “indietreggiare” le barriere protettive, ampliando lo
spazio di circolazione pedonale su ambo i lati. È vergognoso impedire alla
gente anche una semplice passeggiata: sulla 106, da un paio di settimane,
giusto per non farci mancare niente, non si muore solo in automobile”.
Pasquale
Loiacono